LA SAGRA
20/06/2008 - 08:53
 Nell’estate del 2001 si chiamava “Estate a Campovalano” ed era una manifestazione già forbita e ricca di eventi di varia natura ricreativa. Dal torneo di calcetto, alle passeggiate ecologiche che accompagnarono tutti i partecipanti da Campovalano alle stupende vette del Monte Foltrone, dalle corse ciclistiche alle gare di briscola, dai concerti di musica d’autore alle esibizioni di teatro dialettale e tante degustazioni di prodotti tipici della provincia tramano, in collaborazione con la CIA (Confederazione Italiana Agricoltura). Non era solo sagra del tartufo, ce n’era davvero per tutti i gusti!
Nell’estate 2002 la manifestazione a Campovalano cambiò denominazione, assumendo il nome di “Sagra e profano”,  che tutt’ora è rimasto caratteristico delle giornate di festa campovalanesi. Quello fu l’anno in cui l’associazione Campovalano Viva volle dare una marcia in più alla sua sagra del tartufo introducendo, in modo anche coraggioso, la rassegna di musica etnica al suo calendario di eventi, per avvicinare tutti i paesani ai ritmi e alle sonorità di mondi lontani. Si susseguirono sul palco artisti afro latini, peruviani, boliviani, spagnoli e il famoso gruppo Ziringaglia con la sua musica helmer e rom mentre nella piazza trionfava l’esposizione e la degustazione dei prodotti tipici del luogo .Ancora un altro passo avanti per l’associazione Campovalano Viva nel 2003 quando la sagra del tartufo, oltre alla ormai di successo rassegna di musica etnica che quell’anno ospitò tra gli altri le Nuove Tribù Zulù, aggiunse al suo calendario la mostra iconografica documentaria dal nome “Sacro e Profano: le stampe dei santarellari”, dimostrando la sua grande sensibilità alle radici del paese, ricche di storia e di tradizioni antichissime e da non dimenticare. Ancora mostra mercato dei prodotti tipici, ancora spettacoli musicali con gruppi in piazza e ancora teatro dialettale per accontentare tutti i paesani, sempre più compiaciuti del successo della manifestazione.

L’Associzione Campovalano Viva seguì questa strada di successo anche nelle edizioni 2004 2005 e 2006 della sua sagra del tartufo, assicurando un riscontro di pubblico crescente, che superò di gran lunga anche le aspettative più ottimistiche.
Un bello sforzo di organizzazione per quanti hanno creduto e sudato per la riuscita di tutti gli eventi, ma davvero una soddisfazione impagabili visto i tanti visitatori che hanno apprezzato negli anni la qualità dei prodotti, la gentilezza dei collaboratori della festa e la buona progettazione della spettacolare “Sagra e Profano”.

 

Il tartufo dei Monti Gemelli

L'Associazione culturale “ Campovalano Viva ” si propone, tra i tanti scopi a carattere non lucrativo, la valorizzazione del territorio in cui opera sotto l'aspetto geografico, artistico, culturale ed economico, con particolare attenzione a quelli che sono gli elementi e le peculiarità che lo caratterizzano rispetto ai territori limitrofi e non.

Essa, inoltre, ha lo scopo di creare momenti di informazione imperniati sulla difesa e valorizzazione del territorio cercando di incrementare un indotto locale che sviluppi l'agricoltura, il turismo, l'artigianato e tutte quelle attività commerciali correlate.

Nell'ambito del processo di industrializzazione e meccanizzazione che riguarda l'intero territorio nazionale, con il conseguante rallentamento dell'attività agricola, la coltivazione del tartufo è sicuramente un'importante occasione di recupero dei terreni marginali presenti nella zona montana.

Nei terreni abbandonati vengono piantate tartufaie con le più innovative tecniche di produzione, nel contempo, per incrementare la produzione spontanea del tartufo, è invece necessaria un'oculata gestione delle tartufaie naturali intervenendo con i diradamenti, decespugliamenti, regimentazione delle acque piovane e controllo della raccolta.

Tali coltivazioni possono portare vantaggi sia ambientali che economici e costituire un forte richiamo turistico nei confronti di coloro, sempre più numerosi, che amano deliziare il loro palato con prodotti pregiati e genuini.

Lo scopo di questi sito è quello di portare a conoscenza ad un, sempre crescente, numero di consumatori buongustai delle prelibatezze e dei prodotti tipici della nostra zona.

Tartufo, delizia antica

Perla, diamante, oro. Così è stato definito l'invitante delizioso esaltante tartufo che ha allietato ed impreziosito col suo “tocco” inconfondibile di sapore e profumo le tavole dei buongustai di tutti i tempi.

Le sue origini risalgono alla leggenda. Gli stessi babilonesi, si dice, ne conoscevano e ne apprezzavano l'allettante fragranza. Certamente era noto già ai tempi dell'antica Grecia e dell'antica Roma, che del tartufo vantava una folte schiera di “ fans ”: da Plinio il Vecchio a Plutarco, da Giovenale ad Apicio, il famoso cuoco di Traiano autore del libro di ricette “ De arte culinaria ”. Il console Licinio, che pure ne era un grande estimatore, importava direttamente i tartufi dal monte Olimpo, sulle cui pendici se ne raccoglievano di stupendi: ritenuti figli dei fulmini, crescevano là dove questi toccavano terra. L'Olimpo regno di Zeus che manifestava la sua volontà tuonando e saettando, era appunto famoso per le innumerevoli tempeste di cui era teatro. Ma tanti altri saranno i personaggi che magnificheranno ed osanneranno le qualità del tartufo.

L'elenco sarebbe interminabile, pertanto ne citiamo uno per tutti: Gioacchino Rossigni (quello del Barbiere di Siviglia, ma anche dei “ tournedos ” per intenderci) che amò in ugual misura la musica e la buona tavola. In una sua ricetta di insalata di radicchio con tartufo (“ il Mozart dei funghi ”, come amava definirlo) scriveva appunto che tale ingrediente dà “ una specie di aureola profumata che immerge un ghiotto nell'estasi ”.

Ultimo aggiornamento ( 02/07/2009 - 12:10 )