| ARTISTI 2009 |
| 02/07/2009 - 11:35 | |
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Mercoledì 8 luglio Venuti alla ribalta nel 1992 con il mini album "Figli di Annibale", i napoletani Almamegretta si sono rivelati negli anni come una delle migliori realtà "dub" italianeGli Almamegretta sono una delle band italiane più interessanti dell'ultimo decennio. Si sono imposti all'attenzione del pubblico nel 1992 con il mini album Figli di Annibale, quattro brani registrati in cinque giorni, la cui title track farà parte della colonna sonora del film di Gabriele Salvatores "Sud" (1997). Ma la consacrazione arriva l'anno successivo con Anima Migrante, dove appaiono già evidenti le molteplici influenze da ogni angolo del mondo, tradotte con naturalezza in un efficace dialetto partenopeo, che si trasforma così in linguaggio universale. Tre album in tre anni e mezzo, (Figli di Annibale, Anima Migrante, Sanacore) che segnano un cammino sempre più preciso e riconoscibile verso la creazione di una "musica totale". Un'esperienza originale nel panorama musicale italiano, destinata ad influenzare diverse band successive. Venerdì 10 luglio Riserva Moac La RISERVA MOAC è un collettivo musicale composto da sette musicisti nati nella provincia di Campobasso. Grazie a numerose esibizioni dal vivo nazionali ed internazionali, nell’ultimo anno e mezzo più di 100, diventano ben presto un fenomeno emergente del circuito alternativo e in più di un’occasione condividono la scena live con band come Modena City Ramblers, Bandabardo, Elio e le Storie Tese, Max Gazzè, Roy Paci & Aretuska, Quintorigo, Gino Paoli.Alla base di tutto c’è una scelta minimale di creare un sound basato principalmente sulla forza di strumenti acustici come zampogna, ciaramella, fisarmonica o la sezione degli aerofoni, fatti letteralmente incidentare con ritmiche e strumenti provenienti da più parti del mondo e con basso, chitarra, batteria che hanno il compito di traghettarci nell’attualità e creare quelle sonorità che la realtà musicale moderna ci offre. E la terra, la cultura d’origine sono come la punta metallica di un compasso, tenendo ferma la quale, si possono compiere cerchi perfetti, viaggi di qualunque intensità. Questo vuol sottolineare il carattere non chiuso e con lo sguardo rivolto all’indietro, ma l’apertura del gruppo verso le nuove esperienze e le nuove considerazioni che il presente e la modernità gli permettono di fare. Da quanto detto si può intuire anche la passione per una comunicazione nuova di tematiche più o meno attuali, o che guardano al futuro del nostro mondo e delle nostre culture e società. Sabato 11 luglio Bandadriatica Di bande scalmanate le due coste adriatiche ne hanno viste a centinaia. Nelle divise malconce dei tour calabresi o nei vestiti rassettati delle feste di matrimonio, coi denti d’oro a fare pendant con lo strumento e la decorazione sul cappello. Lenti dietro i santi e di corsa di paese in paese, di festa in festa. Bandadriatica è un omaggio ai musicisti delle nostre strade. Strade difficili e in salita dietro alle madonne, strade aperte in mezzo al mare con piccole barche in processione o sulle grandi navi che in una notte portano dall’altra parte. Strade che si aprono nuove ad ogni passaggio di mare, dove si vanno ad incontrare i suoni che si è sempre sentito riecheggiare da lontano.Dieci musicisti percorrono e ripercorrono le strade virtuali che uniscono due mondi musicali, attraccando nei porti che si affacciano sull’adriatico, come se Venezia, Capodistria e Dubrovnik fossero le tappe obbligate per arrivare più in fretta da Lecce a Tirana. Bandadriatica è la banda del nuovo tempo, emaciata e contenta come i padri che hanno percorso suonando i chilometri che ci hanno portato dove siamo e ad un tempo modernamente figlia di tutti gli ascolti che il viaggio e la strada propongono, inevitabilmente.La musica nasce dall’incontro di tre musicisti di provenienza musicale diversa e che hanno trovato nello spazio sospeso di questo progetto il terreno ideale della comunicazione. Claudio Prima organettista e vocalist eclettico già leader di Manigold, Emanuele Coluccia sassofonista di spicco della scena pugliese, di recente ritorno da New York e Redi Hasa virtuoso violoncellista albanese trapiantato nel Salento. Il risultato è un progetto trascinante e innovativo che riunisce il fascino della musica di strada e l’eleganza della sperimentazione in uno spettacolo frenetico e travolgente, da vivere a distanza possibilmente ravvicinata. Claudio Prima: organetto e voce Emanuele Coluccia: sax soprano e tenore Redi Hasa: violoncello Vincenzo Grasso: clarinetto e sax tenore Andrea Perrone: tromba Gaetano Carrozzo: trombone Andrea Doremi: tuba Ovidio Venturoso: batteria Alessio Borgia: percussioni www.adriatik.it/banda www.myspace.com/adriatik
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| Ultimo aggiornamento ( 02/07/2009 - 12:11 ) |
Credo che gli artisti, specie quelli che fanno musica, si dividano in due categorie, quelli che “sentono la musica” e che riescono a trasmetterti emozioni, e quelli che “vendono musica”, buoni solo per la radio della macchina e per farti fischiettare qualche motivetto che, per un certo periodo, piace più o meno a tutti. Roppoppò non appartiene ad alcuna di queste due categorie, perché le sue canzoni non trasmettono emozioni e la sua musica, per quanto orecchiabile, non vive lo spazio di una stagione.
Venuti alla ribalta nel 1992 con il mini album "Figli di Annibale", i napoletani Almamegretta si sono rivelati negli anni come una delle migliori realtà "dub" italiane
La RISERVA MOAC è un collettivo musicale composto da sette musicisti nati nella provincia di Campobasso. Grazie a numerose esibizioni dal vivo nazionali ed internazionali, nell’ultimo anno e mezzo più di 100, diventano ben presto un fenomeno emergente del circuito alternativo e in più di un’occasione condividono la scena live con band come Modena City Ramblers, Bandabardo, Elio e le Storie Tese, Max Gazzè, Roy Paci & Aretuska, Quintorigo, Gino Paoli.
Di bande scalmanate le due coste adriatiche ne hanno viste a centinaia. Nelle divise malconce dei tour calabresi o nei vestiti rassettati delle feste di matrimonio, coi denti d’oro a fare pendant con lo strumento e la decorazione sul cappello. Lenti dietro i santi e di corsa di paese in paese, di festa in festa. Bandadriatica è un omaggio ai musicisti delle nostre strade. Strade difficili e in salita dietro alle madonne, strade aperte in mezzo al mare con piccole barche in processione o sulle grandi navi che in una notte portano dall’altra parte. Strade che si aprono nuove ad ogni passaggio di mare, dove si vanno ad incontrare i suoni che si è sempre sentito riecheggiare da lontano.Dieci musicisti percorrono e ripercorrono le strade virtuali che uniscono due mondi musicali, attraccando nei porti che si affacciano sull’adriatico, come se Venezia, Capodistria e Dubrovnik fossero le tappe obbligate per arrivare più in fretta da Lecce a Tirana. Bandadriatica è la banda del nuovo tempo, emaciata e contenta come i padri che hanno percorso suonando i chilometri che ci hanno portato dove siamo e ad un tempo modernamente figlia di tutti gli ascolti che il viaggio e la strada propongono, inevitabilmente.La musica nasce dall’incontro di tre musicisti di provenienza musicale diversa e che hanno trovato nello spazio sospeso di questo progetto il terreno ideale della comunicazione. Claudio Prima organettista e vocalist eclettico già leader di Manigold, Emanuele Coluccia sassofonista di spicco della scena pugliese, di recente ritorno da New York e Redi Hasa virtuoso violoncellista albanese trapiantato nel Salento. Il risultato è un progetto trascinante e innovativo che riunisce il fascino della musica di strada e l’eleganza della sperimentazione in uno spettacolo frenetico e travolgente, da vivere a distanza possibilmente ravvicinata. Claudio Prima: organetto e voce Emanuele Coluccia: sax soprano e tenore Redi Hasa: violoncello Vincenzo Grasso: clarinetto e sax tenore Andrea Perrone: tromba Gaetano Carrozzo: trombone Andrea Doremi: tuba Ovidio Venturoso: batteria Alessio Borgia: percussioni www.adriatik.it/banda www.myspace.com/adriatik 